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Hybrid Storage

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L’importanza di amministrare in modo oculato lo storage dei dati

Nell’era del digitale, una delle sfide che ogni azienda si trova ad affrontare è senza dubbio quella dello storage dei dati: individuare delle soluzioni performanti, sicure ed economiche costituisce una priorità per ogni impresa, indipendentemente dalla propria dimensione. Si calcola, infatti, che in media il volume dei contenuti da archiviare che si accumulano giorno dopo giorno aumenti di circa il 40% ogni anno. Se, da un lato, i supporti di storage sono continuamente oggetto di investimento da parte delle aziende specializzate, basti pensare alla rapida evoluzione e che ha permesso di passare così velocemente dal floppy disk al CD fino a giungere alle chiavette USB e al cloud, riuscire ad elaborare una strategia efficace permette di contenere sensibilmente gli investimenti.

Che cosa è l’hybrid storage?

Una delle possibili soluzioni per la memorizzazione dei dati è offerta del modello dell’hybrid storage che sta rapidamente configurandosi come particolarmente vantaggiosa. Tale strategia si basa sull’utilizzazione di supporti di archiviazione differenti, dalle tecnologie più tradizionali a quelle più innovative, e sulla loro armonizzazione, permettendo ai vari sistemi di interagire tra loro. Supporti magnetici e “nuvole virtuali” si alternano in un modello nuovo ed in grado di organizzare in modo intelligente i dati basandosi sulla frequenza di accesso.

Le caratteristiche peculiari dell’hybrid storage

I vantaggi offerti dall’hybrid storage sono molteplici e riguardano non solo, come già si è fatto cenno, le modalità di organizzazione dei dati, ma soprattutto l’aspetto economico: investire in questo modello innovativo, infatti, vuol dire prevedere un investimento nella infrastruttura hardware di circa il 25% del volume dei file da memorizzare. Facendo, inoltre, ricorso al cloud storage, lo spazio di archiviazione è scalabile con un incremento effettivo e, pertanto, sempre commisurato alle reali esigenze dell’azienda. La differenza rispetto ai modelli tradizionali di storage risiede anche nella sicurezza: grazie ad un back up periodico e a piani di recovery, i dati più importanti godono di una maggior tutela

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Hyper convergenza

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La comunicazione tra sistemi, al fine di ottenere una ottimizzazione delle risorse

Ottimizzare le risorse informatiche non vuol dire solo evitare gli sprechi di energia o far fruttare appieno tutte le potenzialità offerte da una macchina: parimenti significa anche ridurre in modo significativo gli interventi di assistenza e di manutenzione di una rete tecnologica, con conseguente risparmio in termini sia economici che di tempo, usufruendo di una infrastruttura sempre efficiente. Molteplici sono i modelli proposti che cercano di perseguire tale fine, come ad esempio la virtualizzazione o vari sistemi di integrazione, atti a far dialogare i vari componenti hardware e software tra loro; tuttavia l’evoluzione di tali criteri è data dalla hyper convergenza.

Un nuovo modello: l’hyper convergenza

La hyper convergenza riguarda una nuova concezione di infrastruttura informatica in cui i singoli hardware funzionano come se fossero tutti incanalati verso un unico oggetto, detto appliance: semplificando molto, è come se si concentrasse in un unico motore tutta la potenza di calcolo, ma anche la capacità di memoria. Si tratta, dunque, di un unico sistema coordinato capace di accelerare i carichi di lavoro e rendere l’azienda più solida e personalizzabile. I componenti dell’hyper convergenza, infatti, sono generalmente hardware generici e modulari, che possono essere aggiunti facilmente in base alle crescenti esigenze di networking: una soluzione che si configura come un IT as a Service di nuova generazione e che spesso è alla base dei moderni cloud provider.

Le implicazioni dell’hyper convergenza

I vantaggi connessi all’hyper convergenza solo molteplici. Permettendo, infatti, una gestione unificata, tale approccio tecnologico limita gli interventi di configurazione, rendendola veloce e semplice, ma consente anche di diminuire sensibilmente il rischio di malfunzionamenti, dal momento che la potenza di calcolo è concentrata in una sola macchina. Tale aspetto, tuttavia, potrebbe celare una insidia pericolosa, dal momento che in caso di guasto centrale, i dati sarebbero seriamente compromessi. La scalabilità dell’hyper convergenza, inoltre, fa sì che si possano addizionare più nodi, aumentando la rete.

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Assistenza da remoto

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I rischi della digitalizzazione aziendale

Computer, server, stampanti, dispositivi mobili hanno trasformato il lavoro in azienda, rendendolo certamente più semplice ed aumentando l’efficienza di ogni singola postazione. Al di là dei molteplici vantaggi connessi, tuttavia, l’utilizzo delle macchine informatiche è inevitabilmente soggetto ad imprevisti, come guasti o malfunzionamenti: l’attacco di un virus piuttosto che un aggiornamento non eseguito in modo corretto o la perdita delle configurazioni per l’accesso nella rete locale potrebbero rappresentare dei veri problemi, soprattutto perché potrebbero indurre ad interrompere i cicli produttivi o di monitoraggio. A tal punto diventa indispensabile ricorrere ai servizi di assistenza che i produttori offrono alla propria clientela.

L’assistenza da remoto: una scelta efficiente

Tra le varie modalità di erogazione di un servizio di assistenza, spicca per efficienza e velocità quella operata da computer remoto e che consiste semplicemente nella possibilità, da parte di un professionista specializzato, di intervenire a distanza sulla macchina guasta: sarà sufficiente lasciare attiva la connessione alla rete internet o a quella locale. L’assistenza da remoto viene così effettuata a distanza, come se vi fosse una sorta di ponte virtuale tra il computer del tecnico e il dispositivo danneggiato. Tale modalità di intervento ha il vantaggio di abbattere notevolmente i costi e di velocizzare le operazioni. L’assenza fisica dell’operatore, d’altro canto, non deve scoraggiare sulla efficienza della prestazione: nella maggior parte dei casi, l’assistenza da remoto si rivela risolutiva.

Il tema della sicurezza

Spesso nel cliente, soprattutto nel caso si tratti di una azienda, si insinua il sospetto di una perdita di riservatezza, dal momento che il computer è gestibile da un’altra postazione. In realtà conditio sine qua non per ricevere assistenza da remoto è installazione nel dispositivo di un software capace di connettere le due macchine e che al contempo genera una password temporanea di cui si avvale il tecnico: al termine dell’intervento non sarà più possibile connettersi al dispositivo, la cui privacy è dunque tutelata.

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Cyber security

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Sicurezza e accessibilità: la cyber security

Larga parte del processo di innovazione che caratterizza l’attività, i processi, i prodotti ed i servizi delle aziende è legata a stretto raggio alla crescente informatizzazione. E se questo apre la strada ad orizzonti sempre più vasti, da un altro punto di vista proprio la maggior esposizione delle reti ITC e la condivisione di dati sensibili rendono maggiormente vulnerabile le imprese ad attacchi esterni di concorrenti sleali o di pirati del web. Gli esempi possono essere molteplici: stante la grande potenzialità di inserire nella rete di lavoro i dispositivi mobili, quanti smartphone hanno installato un antivirus efficace? Basterebbe infatti un solo punto debole per essere colpiti dai cyber criminali, con un danno potenzialmente notevole.

Maggiore consapevolezza sui rischi

Si deve registrare purtroppo che, soprattutto in Italia, all’aumento della esposizione delle imprese sul web ed alla conseguente maggiore vulnerabilità, non corrisponde un pari aumento dei piani di cyber security. La causa non risiede solo in una generale impreparazione ad affrontare il problema; in modo complementare, infatti, vi è una sostanziale indifferenza sulla questione, che viene ad essere attenzionata solo quando, magari, è troppo tardi. Invertire la tendenza, offrendo maggiore consapevolezza ed affidando il proprio business a professionisti competenti vuol dire operare un investimento teso a prevenire l’insorgere di eventuali problemi e violazioni.

Di cosa si occupa la cyber security

La cyber security, a differenza delle information security, riguarda esclusivamente le infrastrutture tecnologiche che potrebbero essere oggetto di attacchi o sabotaggi. Compito di uno specialista nel settore, allora, è quello di individuare le maggiori vulnerabilità degli asset informatici ed immaginare le varie tipologie di minacce alle quali i sistemi potrebbero essere posti. La cyber security si occupa, allora, di individuare strategie di policy e procedure efficaci partendo dall’analisi della situazione attuale e proponendo alle aziende misure personalizzate, studiate in modo proporzionale ai rischi che l’impresa potrebbe correre.

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Free cloud storage

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 Il cloud storage: un modello di archiviazione

Se in un primo tempo il cloud storage era visto con molta diffidenza, soprattutto a causa di una politica sulla sicurezza alquanto carente, oramai questa soluzione d’archivio è entrata con insistenza nella quotidianità di privati ed aziende. I fornitori dei servizi in cloud, infatti, hanno sviluppato dei sistemi atti a garantire vari livelli di information security, rendendo le piattaforme capaci di contenere anche dati particolarmente sensibili, grazie a sistemi molto avanzati di crittografia. Vantaggioso anche per la facilità di accesso, in quanto è necessaria solo una connessione internet, la “nuvola” si sta rapidamente configurando come miglior modello di storage.

Cloud storage

Il cloud storage consiste nell’usufruire di uno spazio personale all’interno di una rete di server nel quale poter archiviare foto, video, materiale multimediale, ma anche dati aziendali, progetti in corso e configurazioni di sistema. Tale spazio di archiviazione è accessibile all’utente tramite l’invio delle proprie credenziali, ma è data anche la possibilità di condividere determinati file anche con terze persone. Una soluzione, dunque, molto duttile e personalizzabile: è possibile, infatti, entrare nel proprio cloud con qualunque dispositivo: i dati saranno sempre disponibili e modificabili da computer aziendali, laptop personali, smartphone o tablet.

Le soluzione di free cloud storage

Sono molte le aziende che offrono spazi di archiviazione in cloud ed orientarsi tra le varie offerte può risultare abbastanza complicato: oltre un certo spazio, infatti, l’utente è obbligato a scegliere vari pacchetti a pagamento. Esistono comunque delle soluzioni di free cloud storage: Degoo, ad esempio, offre 100 gigabyte gratis, così come Yandx che ne mette a disposizione 10. Tra le soluzioni più celebri spicca Google Drive, con i suoi 15 giga free, o Dropbox: quest’ultimo, in particolare, eroga 2 giga gratis, ma se il cliente aderisce alle campagne promozionali dell’azienda, viene ripagato con ben 16 giga. Interessante è, infine, la proposta di Mega, con i suoi ben 50 giga di cloud storage free.

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Backup restore

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La sicurezza nella conservazione dei dati aziendali

Una gelosa ed attenta custodia dei dati costituisce una priorità per ogni azienda che voglia progettare con efficienza e sicurezza il proprio business: perdere informazioni riservate sui processi produttivi, best practices individuate in anni di attività, dati dei clienti o recapiti dei fornitori implicherebbe l’immediata cessazione di ogni attività e la perdita dell’intero investimento. Inoltre la quantità di file e di materiale multimediale da archiviare aumenta ogni giorno ed è necessario avvalersi di servizi di storage efficienti e sicuri. Ma ciò non basta, perché l’esperienza quotidiana insegna che l’imprevisto è sempre in agguato: occorre allora elaborare una strategia di recupero dei dati, nell’eventualità che essi andassero persi per un furto, un errore tecnico o una manomissione, o fossero resi inaccessibili a seguito di un attacco hacker.

Il backup restore

Una delle strategie più utilizzate nei disaster plan è sicuramente quella del backup restore, ovvero del ripristino del sistema della macchina ad uno stato precedente il malfunzionamento. Naturalmente ci si riferisce all’ultimo stato salvato: per questo sarebbe importante provvedere ad eseguire copie dei documenti importanti, ma anche di tutta una serie di configurazioni, con una certa frequenza, in modo da poter fronteggiare in qualsiasi momento una situazione di emergenza ed accelerare, inoltre, le operazioni di ripristino.

Backup e restore: due strategie complementari

Il restore, ovvero il piano di ripristino vero e proprio, si basa sul backup, che è un concetto sostanzialmente diverso dallo storage, anche se a volte si tende ad equivocare perché il primo potrebbe essere complementare al secondo. Provvedere ad utilizzare dei supporti capaci di offrire sicurezza e longevità ai documenti, infatti, non esclude in nessun caso l’opzione di creare una o più copie degli stessi dati, il backup appunto, grazia al quale si può provvedere al ripristino del sistema. Due strategie, allora, assolutamente complementari ed in grado di assicurare solidità all’azienda.

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System Monitor

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Maggiore attenzione per i componenti informatici

Tra le positive conseguenze che il processo di digitalizzazione in corso sta apportando, vi è senza dubbio quello di aver reso gli utilizzatori dei dispositivi informatici sempre più consumatori coscienti ed in grado di conoscere dei sistemi di funzionamento del computer: parole come memoria RAM, CPU o velocità di upload non sono termini ignoti. Vi è, dunque, una crescente attenzione ai componenti delle macchine, con la consapevolezza che un controllo costante delle performance delle singole parti permette una maggiore efficienza del laptop, che si concretizza ad esempio in un minor tempo di reazione e in una ottimizzazione dei consumi energetici.

I software di system monitor

Monitorare le funzionalità del computer sta diventando sempre più non una procedura di emergenza per gli addetti ai lavori, ma un modus operandi: conoscere se un componente hardware è surriscaldato, ad esempio, permette di gestire il carico di lavoro ed assicurare la completa funzionalità della macchina, evitando rovinosi ed imprevisti spegnimenti, con conseguente perdita di quanto il lavoratore stava producendo. Grazie ai programmi di system monitor, inoltre, è possibile interrompere un processo non necessario, controllare il volume dei dati in connessione, ma anche l’assorbimento elettrico o la velocità delle ventole: si tratta, allora, di un controllo totale sull’intero sistema.

Come orientarsi tra i vari programmi di system monitor?

I software di system monitor si differenziano anzitutto per la diversa destinazione: è infatti necessario scegliere se si tratta di un controllo occasionale o, al contrario, di un monitoraggio costante. Inoltre possono gestire diversi componenti e processi, dalla temperatura della CPU alle schede madri, grafiche o di rete, ma anche monitorare la memoria RAM libera o quella su disco fisso, controllare il traffico dati in uscita o in entrata, le prestazioni dei file system o le uscite USB. L’interfaccia è generalmente intuitiva e largamente personalizzabile, per permettere una gestione facile ed immediata dell’intera macchina digitale.

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System Integrator

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La comunicazione ed il ruolo del system integrator

Forse il principale vantaggio del processo di trasformazione digitale in corso è costituito dalla maggiore velocità di condivisione delle informazioni e dei contenuti multimediali, con tutte le conseguenze che esso può portare in termini di efficienza e produttività. Se le reti informatiche possono essere una buona soluzione in una azienda, creare dei sistemi capaci di comunicare tra loro e lavorare insieme anche con software diversi è la sfida di una nuova figura professionale, quella del system integrator, il cui obiettivo primario è l’ideazione di soluzioni innovative e l’implementazione dei servizi partendo da ciò che è già presente in azienda.

Di cosa si occupa un system integrator

Un system integrator è un tecnico, già specializzato nella gestione di impianti informatici complessi e di reti aziendali che è capace di collegare hardware e software progettati per scopi differenti. La mission di tale figura professionale non risiede solo nel far comunicare sistemi e piattaforme diverse ma, valorizzando le specificità e le potenzialità di ogni infrastruttura, riesce a creare una struttura sinergica in grado di sviluppare nuove funzionalità. L’integratore di sistemi lavora, dunque, con componenti già presenti in azienda o su impianti molto estesi, operando sia in LAN, acronimo di local area network, ma anche in reti di vaste dimensioni, quali potrebbero essere i MAN.

Un nuovo modo di operare

L’integrazione di sistemi non è solo una strategia di implementazione informatica; al contrario è un approccio multidisciplinare ad un nuovo modo di declinare le potenzialità del digitale. Un system integrator, allora, deve possedere abilità in ambito elettrico, elettronico, meccanico, della sicurezza, di data management, di gestione reti, ma prima di tutto è necessario che abbia la capacità di lavorare ed immaginare soluzioni astraendosi dall’ottica di un solo prodotto o di eventuali preconcetti. L’integrator è chiamato, dunque, a mettere a frutto la propria esperienza astraendo le varie peculiarità dei singoli sistemi e pensando in modo globale alla questione.

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Lo shared ICT service center

Tra i benefici portati dallo sviluppo sempre maggiore delle tecnologie ICT, un posto rilevante spetta sicuramente alla condivisione: risorse, energie, entusiasmo portano alla possibilità di elaborare progetti sempre più complessi e partecipati, aumentando l’efficienza e la produttività in azienda. È questa l’idea che è alla base di uno shared ICT service center: il modello, nato alcuni decenni fa nel mondo anglosassone e destinato ad imprese di notevoli dimensioni, prevede un collegamento sempre più stretto tra diversi siti operativi sparsi nel territorio. Oggi il modello di shared service center trova largo impiego anche in Italia nella media impresa, soprattutto per aziende nate dalla progressiva aggregazione di diverse realtà locali.

Condivisione ed ottimizzazione

Un moderno shared ICT service center si configura come una precisa scelta aziendale tesa ad ottimizzare le risorse, abbattere i costi di struttura troppo alti, da un minimo del 10% ad un massimo di oltre il 40%, ma è una strategia attuata anche al fine di migliorare l’efficienza aziendale: concentrare, infatti, determinati processi, standardizzando le modalità operative e creando un portale di accesso facile, organizzato ed intuitivo ha la conseguenza di aumentare la qualità del lavoro dei professionisti del settore IT, che possono offrire servizi condivisi da una stessa struttura centrale.

I vantaggi dello shared ICT service center

I vantaggi che uno shared ICT service center può offrire ad una media o grande azienda non si fermano alla superiore qualità del supporto erogato. Tale modello di condivisione, infatti, permette di valorizzare le dotazioni tecnologiche e le architetture informatiche già presenti nelle varie sedi aziendali, invece di richiedere onerosi investimenti in infrastrutture più moderne e performanti. Ma non solo: astraendo dei processi uniformati e condividendo le risorse, i costi di gestione possono essere più contenuti e garantire, al contempo, una efficienza anche maggiore rispetto al precedente modello.

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Cloud storage

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Una crescente miniaturizzazione dei dispositivi per lo storage

La storia dello storage dei dati informatici ha una connotazione molto particolare, in quanto si è sempre andati alla ricerca di modelli di conservazione e archiviazione dei file sempre più piccoli e facili da trasportare: dai CD e DVD degli ultimi anni del secolo scorso, infatti, si è passato alle chiavette USB e agli hard disk portatili, per approdare infine alle schede di memoria SD. Parimenti alla miniaturizzazione, si è tentato di espandere lo spazio che tali supporti potevano offrire, venendo incontro al moltiplicarsi esponenziale della quantità di dati da conservare. Tale processo sembra essere giunto al completamento: i supporti di memoria si sono fatti talmente piccoli da scomparire del tutto con la nascita del cloud storage.

Che cosa è il cloud storage?

Il cloud storage, lettaralmente “nuvola di archiviazione”, ha rivoluzionato in modo radicale la concezione stessa di conservazione dei dati. Non è più necessario, infatti, un dispositivo fisico capace di memorizzare file o materiale multimediale; i contenuti, al contrario, vengono caricati su più server e resi accessibili direttamente online. I vantaggi di tale tecnologia sono molteplici. Tra di essi, chi è costretto a spostarsi di frequente non potrà non apprezzare il fatto che i dati sono sempre a disposizione dell’utente: è sufficiente, infatti, avere una connessione internet per poter visionare, prelevare, modificare o cancellare i file archiviati, indipendentemente dal device utilizzato.

Il cloud storage è davvero sicuro?

La prima e più frequente obiezione mossa al modello del cloud storage è certamente quella riferita alla sicurezza dei dati archiviati: per un utente privato che abbia a cuore di conservare le proprie foto, tanto più per una azienda, evitare violazioni della privacy è fondamentale. La risposta è venuta dai tanti investimenti dei gestori dei cloud, che oggi possono offrire una sicurezza praticamente assoluta. Mega, ad esempio, cifra i dati e non conserva la password inserita dall’utente: una soluzione questa che, però, ha il difetto di rendere i dati inaccessibili qualora l’utente dimentichi le proprie credenziali.

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