Monthly Archives:settembre 2019

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Supporti magnetici

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Supporti magnetici: le origini

Veri protagonisti della storia dell’informatica, e dello storage in modo particolare, i supporti magnetici sembra siano destinati a vivere un secondo periodo di popolarità, forti di decenni di affidabilità, sicurezza e longevità. La nascita di tale forma di archiviazione dei dati digitali si deve far risalire agli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso: i primi calcolatori, gli antenati dei moderni laptop, utilizzavano come supporti di memoria delle schede di carta perforata che rappresentavano l’evoluzione del principio di funzionamento della macchina di Turing; dalla necessità di usufruire di una tecnologia migliore, si ricorse alla magnetizzazione di alcuni nastri.

Nastri e dischi magnetici

Il funzionamento dei supporti magnetici come hardware di memorizzazione, siano essi nastri o dischi, si basa su un principio molto semplice: la superficie viene ricoperta di una sostanza magnetizzabile che permette di scrivere le informazioni in base ad un sistema binario di segnali. I dati così memorizzati rimangono impressi sul supporto. È il principio delle vecchie videocassette o audiocassette. Ai nastri, tuttavia, si sono affiancati ben presto i dischi: i floppy, che oramai sembrano appartenere ad un lontano passato, altro non erano che unità di memoria removibile; d’altro canto, gli hard disk fanno uso della medesima tecnologia.

I vantaggi offerti dai supporti magnetici per lo storage

Nella costante ricerca di soluzioni di storage sempre più performanti, i supporti magnetici sembrano voler tenacemente affermare la propria valenza. E non potrebbe essere diversamente: oltre a poter offrire una longevità comprovata da decenni di utilizzo, ricorrere ai supporti magnetici equivale a disporre di una grande capacità di archiviazione e comporta una eccellente efficienza anche dal punto di vista di approvvigionamento energetico: un dispositivo tale necessita di circa duecento volte meno dell’energia utilizzata da un hard disk di equivalente capacità. Ma l’elenco dei vantaggi non termina agli aspetti citati: a differenza di altri modelli, i supporti magnetici garantiscono anche l’assenza di guasti o malfunzionamenti.

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Hybrid Storage

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L’importanza di amministrare in modo oculato lo storage dei dati

Nell’era del digitale, una delle sfide che ogni azienda si trova ad affrontare è senza dubbio quella dello storage dei dati: individuare delle soluzioni performanti, sicure ed economiche costituisce una priorità per ogni impresa, indipendentemente dalla propria dimensione. Si calcola, infatti, che in media il volume dei contenuti da archiviare che si accumulano giorno dopo giorno aumenti di circa il 40% ogni anno. Se, da un lato, i supporti di storage sono continuamente oggetto di investimento da parte delle aziende specializzate, basti pensare alla rapida evoluzione e che ha permesso di passare così velocemente dal floppy disk al CD fino a giungere alle chiavette USB e al cloud, riuscire ad elaborare una strategia efficace permette di contenere sensibilmente gli investimenti.

Che cosa è l’hybrid storage?

Una delle possibili soluzioni per la memorizzazione dei dati è offerta del modello dell’hybrid storage che sta rapidamente configurandosi come particolarmente vantaggiosa. Tale strategia si basa sull’utilizzazione di supporti di archiviazione differenti, dalle tecnologie più tradizionali a quelle più innovative, e sulla loro armonizzazione, permettendo ai vari sistemi di interagire tra loro. Supporti magnetici e “nuvole virtuali” si alternano in un modello nuovo ed in grado di organizzare in modo intelligente i dati basandosi sulla frequenza di accesso.

Le caratteristiche peculiari dell’hybrid storage

I vantaggi offerti dall’hybrid storage sono molteplici e riguardano non solo, come già si è fatto cenno, le modalità di organizzazione dei dati, ma soprattutto l’aspetto economico: investire in questo modello innovativo, infatti, vuol dire prevedere un investimento nella infrastruttura hardware di circa il 25% del volume dei file da memorizzare. Facendo, inoltre, ricorso al cloud storage, lo spazio di archiviazione è scalabile con un incremento effettivo e, pertanto, sempre commisurato alle reali esigenze dell’azienda. La differenza rispetto ai modelli tradizionali di storage risiede anche nella sicurezza: grazie ad un back up periodico e a piani di recovery, i dati più importanti godono di una maggior tutela

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Hyper convergenza

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La comunicazione tra sistemi, al fine di ottenere una ottimizzazione delle risorse

Ottimizzare le risorse informatiche non vuol dire solo evitare gli sprechi di energia o far fruttare appieno tutte le potenzialità offerte da una macchina: parimenti significa anche ridurre in modo significativo gli interventi di assistenza e di manutenzione di una rete tecnologica, con conseguente risparmio in termini sia economici che di tempo, usufruendo di una infrastruttura sempre efficiente. Molteplici sono i modelli proposti che cercano di perseguire tale fine, come ad esempio la virtualizzazione o vari sistemi di integrazione, atti a far dialogare i vari componenti hardware e software tra loro; tuttavia l’evoluzione di tali criteri è data dalla hyper convergenza.

Un nuovo modello: l’hyper convergenza

La hyper convergenza riguarda una nuova concezione di infrastruttura informatica in cui i singoli hardware funzionano come se fossero tutti incanalati verso un unico oggetto, detto appliance: semplificando molto, è come se si concentrasse in un unico motore tutta la potenza di calcolo, ma anche la capacità di memoria. Si tratta, dunque, di un unico sistema coordinato capace di accelerare i carichi di lavoro e rendere l’azienda più solida e personalizzabile. I componenti dell’hyper convergenza, infatti, sono generalmente hardware generici e modulari, che possono essere aggiunti facilmente in base alle crescenti esigenze di networking: una soluzione che si configura come un IT as a Service di nuova generazione e che spesso è alla base dei moderni cloud provider.

Le implicazioni dell’hyper convergenza

I vantaggi connessi all’hyper convergenza solo molteplici. Permettendo, infatti, una gestione unificata, tale approccio tecnologico limita gli interventi di configurazione, rendendola veloce e semplice, ma consente anche di diminuire sensibilmente il rischio di malfunzionamenti, dal momento che la potenza di calcolo è concentrata in una sola macchina. Tale aspetto, tuttavia, potrebbe celare una insidia pericolosa, dal momento che in caso di guasto centrale, i dati sarebbero seriamente compromessi. La scalabilità dell’hyper convergenza, inoltre, fa sì che si possano addizionare più nodi, aumentando la rete.

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Assistenza da remoto

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I rischi della digitalizzazione aziendale

Computer, server, stampanti, dispositivi mobili hanno trasformato il lavoro in azienda, rendendolo certamente più semplice ed aumentando l’efficienza di ogni singola postazione. Al di là dei molteplici vantaggi connessi, tuttavia, l’utilizzo delle macchine informatiche è inevitabilmente soggetto ad imprevisti, come guasti o malfunzionamenti: l’attacco di un virus piuttosto che un aggiornamento non eseguito in modo corretto o la perdita delle configurazioni per l’accesso nella rete locale potrebbero rappresentare dei veri problemi, soprattutto perché potrebbero indurre ad interrompere i cicli produttivi o di monitoraggio. A tal punto diventa indispensabile ricorrere ai servizi di assistenza che i produttori offrono alla propria clientela.

L’assistenza da remoto: una scelta efficiente

Tra le varie modalità di erogazione di un servizio di assistenza, spicca per efficienza e velocità quella operata da computer remoto e che consiste semplicemente nella possibilità, da parte di un professionista specializzato, di intervenire a distanza sulla macchina guasta: sarà sufficiente lasciare attiva la connessione alla rete internet o a quella locale. L’assistenza da remoto viene così effettuata a distanza, come se vi fosse una sorta di ponte virtuale tra il computer del tecnico e il dispositivo danneggiato. Tale modalità di intervento ha il vantaggio di abbattere notevolmente i costi e di velocizzare le operazioni. L’assenza fisica dell’operatore, d’altro canto, non deve scoraggiare sulla efficienza della prestazione: nella maggior parte dei casi, l’assistenza da remoto si rivela risolutiva.

Il tema della sicurezza

Spesso nel cliente, soprattutto nel caso si tratti di una azienda, si insinua il sospetto di una perdita di riservatezza, dal momento che il computer è gestibile da un’altra postazione. In realtà conditio sine qua non per ricevere assistenza da remoto è installazione nel dispositivo di un software capace di connettere le due macchine e che al contempo genera una password temporanea di cui si avvale il tecnico: al termine dell’intervento non sarà più possibile connettersi al dispositivo, la cui privacy è dunque tutelata.

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