Monthly Archives:novembre 2018

Quando si parla di cloud, probabilmente si pensa al solo servizio di storage dati, file, foto o video che i fornitori erogano per aziende e privati e che prevede la loro archiviazione su uno spazio virtuale e che si appoggia alla infrastruttura fisica dei data center. Ma il cloud computing, ovvero la possibilità di usufruire on demand di risorse informatiche tramite la rete internet, non si limita al solo spazio di archiviazione dati, ma anche a servizi in cloud quali ad esempio software o piattaforme condivise e messe a disposizione delle aziende, tramite le quali poter sviluppare determinate applicazioni.

L’integrazione dei servizi in cloud

Fare uso di servizi essenziali per l’azienda, quali applicativi o aree di sviluppo software alla quali poter accedere liberamente ma in modo sicuro, condividendole con un determinato gruppo di lavoro, è oggi reso più accessibile con l’integrazione di servizi in cloud ibrido e molte imprese stanno ripensando la propria rete ICT in un’ottica di maggiore condivisione. L’outsourcing diventa, così, la parola d’ordine: acquisire all’esterno dell’impresa, via web, determinati servizi in modo sicuro, rapido e capaci di garantire affidabilità nel tempo risulta essere una scelta vantaggiosa, sia per permettere una maggiore condivisione del lavoro, che da un punto di vista meramente economico. L’integrazione dei servizi in cloud si caratterizza, infatti, per la sua scalabilità con la formula “pay for use”.

Il cloud e le potenzialità per le aziende

La chiave del successo dei servizi in cloud si deve alla varietà di servizi disponibili, dall’IaaS (Infrastructure as a Service) al PaaS (Platform as a Service), capace di fornire una piattaforma sulla quale l’azienda utente può sviluppare le proprie applicazioni, fino al SaaS (Software as a Service), ovvero alla fornitura di software: basti pensare che si stima che nel solo comparto PaaS le aziende arriveranno a spendere a un valore di circa dieci miliardi di dollari entro il 2021!

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Facoltà universitaria sempre più gettonata dai giovani studenti perché risulta stimolante per quanto riguarda la formazione specialistica in ambito progettuale, ma capace al contempo di aprire le porte del mercato del lavoro, l’ingegneria informatica rappresenta la declinazione perfetta tra conoscenze teoriche ed acquisizione di competenze meramente pratiche: alla progettazione di sistemi informatici anche molto complessi, infatti, si affianca la capacità di intervenire operativamente sulle infrastrutture hardware come anche a livello di applicativi. Un giovane che decidesse di investire nel proprio percorso formativo in un corso di ingegneria informatica porrebbe le basi per diventare una figura professionale molto ricercata dalle aziende, soprattutto nella gestione delle reti ICT.

Un percorso di studi completo: ingegneria informatica

Ingegneria informatica è un percorso di studio che si è sviluppato solo in tempi molto recenti, unendo i principi dell’elettronica al campo applicativo dell’informatica, riuscendo tuttavia a conservare un approccio al problema di tipo ingegneristico: analizzare i problemi, studiare l’integrazione tra hardware e software, ideare delle soluzioni pratiche desumendo, al contempo, eventuali potenzialità. Ma le competenze di un laureato in ingegneria informatica non si limitano alla sola gestione e manutenzione di una rete ICT aziendale, in quanto il percorso formativo apre la strada alla ricerca ed alla sperimentazione di sistemi complessi, ad esempio nel campo della robotica.

Una figura professionale altamente specializzata

Progettista, risolutore di problemi, sviluppatore di soluzioni per automatizzare i servizi nell’industria: un professionista specializzato in ingegneria informatica si occupa di tutto questo, ideando sistemi tecnologici atti alla trasmissione e all’elaborazione dei dati e che possano risultare competitivi, versatili e personalizzati per ogni azienda e per le specifiche esigenze. Sono molteplici le richieste di un laureato in ingegneria informatica da parte del mercato del lavoro: sempre più imprese, infatti, hanno deciso di investire in una figura altamente specializzata, capace di trasformare le proprie conoscenze teoriche in precisi progetti atti al miglioramento e all’efficienza dei processi produttivi aziendali.

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Information and Communication Technology: una sigla, ICT, che racchiude un mondo, un settore che deve diventare sempre più la spina dorsale dell’attività di una azienda, animata dall’impegno di essere a servizio degli obiettivi di business. Molto spesso, infatti, chi si occupa di ICT sembra essere troppo focalizzato sull’aspetto tecnologico e sulla gestione della rete delle infrastrutture fisiche, quali computer, server, device mobili, impiantistica piuttosto che porre attenzione al raggiungimento degli step stabiliti dal business plan dell’impresa. L’ICT è chiamato ad essere un supporto ai processi aziendali, essendo orientato alla produzione, alla gestione dei database e delle licenze, al management dei canali di vendita.

Quali sono i compiti di un ICT service center?

Fornire un adeguato supporto alla gestione della rete infrastrutturale è compito di un ICT service center: un “centro servizi” capace di indicare non solo le linee guida per ottimizzare le risorse, ma anche e soprattutto per orientare il potenziale dell’Information and Communication Technology verso il cliente e i reali obiettivi ed esigenze dell’azienda. Un ICT service center si occupa di erogare supporto per la risoluzione di problemi, di espletare attività operative atte allo sviluppo di software sempre più performanti, di gestire le infrastrutture ed i sistemi. In una parola, un ICT service center è l’alleato migliore per ottenere il massimo dall’informatizzazione dei processi aziendali.

Shared ICT service center

Una nuova prospettiva, sempre più preferita dai clienti, sembra essere quella dell’ITC Service Center condiviso, lo shared service center: il modello, nato nel mondo anglosassone ed oggi sviluppatosi nel resto del mondo, si basa semplicemente sulla condivisione di competenze. Connettere, così, due o più centri servizi permette un miglioramento delle performance ed una reciproca integrazione delle diverse competenze, portando notevoli vantaggi, anzitutto in termini economici, abbattendo i costi di gestione di struttura; configurandosi come un crocevia di specializzazioni diverse, inoltre, uno shared ICT service center massimizza la qualità dei servizi offerti.

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Tra i prodotti ed i servizi proposti dall’azienda più innovativa e visionaria nel panorama mondiale delle nuove tecnologie, non poteva assolutamente mancare un hosting: parliamo di Apple, quindi di iCloud, un versatile e potente servizio SaaS, acronimo di “software as a service”, capace di supportare efficacemente il sistema operativo iOS e di offrire all’utente la miglior esperienza di utilizzazione del proprio dispositivo. Con iCloud, infatti, è possibile archiviare in modo semplice qualsivoglia tipologia di file in uno spazio virtuale riservato al cliente ma che è possibile aprire ad amici e parenti, ad esempio per condividere foto o video.

Cosa è e come funzione iCloud

iCloud, il sistema di cloud computing sviluppato da Apple, non è solo un semplice spazio di archiviazione per documenti, foto o file musicali, ma il supporto necessario per massimizzare le prestazioni dei dispositivi Apple: è così possibile rintracciare e recuperare il proprio iPhone, iPad o iPod Touch in caso di smarrimento, ma anche utilizzare il calendario come una vera e propria agenda, archiviare le mail, personalizzare la libreria musicale o delle immagini, fino a sincronizzare le password in uso su tutti i dispositivi; inoltre iCloud prevede la possibilità di eseguire giornalmente un backup completo ed automatico dei dispositivi iOS, per evitare il rischio di perdita accidentale dei propri dati. Le potenzialità del cloud di Apple, infine, approdano anche all’eterno rivale Microsoft: con Windows 7, infatti, è possibile accedere ad iCloud anche dal desktop per modificare i file archiviati.

Lo spazio di storage

Utilizzare iCloud sui dispositivi Apple è molto conveniente, sia per conservare al sicuro i propri ricordi, sia per avere spazio sui dispositivi mobili; semplicissimo da configurare, l’azienda statunitense offre un servizio di assistenza. Lo spazio di hosting messo a disposizione gratuitamente è di 5 GB, ma che può essere aumentato fino a 2 TB sottoscrivendo un piano tariffario mensile personalizzabile: Apple propone un canone di soli 0,99 € al mese per 50 GB di memoria.

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