Monthly Archives:ottobre 2018

Dichiarata essere una delle principali preoccupazioni per aziende e clienti, la sicurezza informatica è un argomento sul quale molto si dibatte in un mondo oramai quasi interamente connesso e nel quale viaggiano i dati sensibili e semisensibili di tutti: identificativi o bancari, solo per fare un semplice esempio. Aver coscienza che, a seguito di un attacco hacker, chiunque potrebbe violare i sistemi di sicurezza ed accedere a segreti industriali o agli archivi di una compagnia di assicurazione non è certamente consolante. Molteplici sono tuttavia gli investimenti e gli sforzi che la cyber security sta compiendo in questi anni per costruire architetture informatiche sempre più efficienti e capaci di fronteggiare atti criminosi.

I fronti della cyber security

Con l’appellativo di cyber security si intendono tutte le tecnologie e le risorse hardware tesi alla protezione degli asset e dei sistemi informatici; tuttavia tale nomenclatura è generica, in quanto vi sono delle aree di intervento specifiche. Ogni intervento di cyber security, infatti, è importante che consti di almeno due livelli di protezione, ovvero quello prettamente contenutistico, ma anche sulla infrastruttura che deve risultare solida e difficilmente attaccabile dall’esterno. Occorre pertanto individuare i punti di vulnerabilità nel sistema, individuare le possibili minacce, tenendo sempre presente i rischi nei quali si può incorrere: una azienda di telecomunicazioni o una banca potrebbero riportare danni ben più gravi che una media impresa.

Mansioni e professionisti

Proteggere gli archivi, la trasmissione dei dati, i processi aziendali e il business in senso lato, ma anche risorse e persone è l’obiettivo primario della cyber security. Un obiettivo per perseguire il quale vengono impiegate le più varie competenze, anche se titolo preferenziale per lavorare in una azienda che si occupi di sicurezza informatica resta una laurea in informatica o in ingegneria: spazio quindi a criminologi, economisti e giuristi. Interessante è anche l’impiego dell’intelligenza artificiale, a parere di molti già molto utile per scovare attacchi e condurre le indagini.

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Scopo prioritario di una azienda è l’incremento del proprio fatturato, l’ingrandimento del mercato di riferimento e della sua potenziale clientela, il miglioramento costante degli standard qualitativi dei prodotti. Per far ciò sono necessari enormi sforzi che rendono spesso difficile, soprattutto per le piccole e le medie imprese, investire nella informatizzazione radicale dei processi produttivi; si è ben consci delle potenzialità che l’ICT comporta e probabilmente ci sarebbe il desiderio di approcciarsi a questo settore, ma si è disposti a sacrificarlo in nome di altre priorità. In questo senso, la consulenza aziendale fornisce una risposta chiara ed efficace ad una domanda che si fa sempre più crescente nel mercato.

Consulenza aziendale: un cambio di prospettiva

Chi si occupa di consulenza aziendale, offre agli imprenditori una mano per accompagnare in modo pratico e sicuro l’impresa sulla strada di un cambiamento di prospettiva, che è sì tecnologico, ma anche culturale. Ripensare i processi aziendali, cogliere le opportunità offerte dalla digital transformation, immaginando delle soluzioni personalizzate da attuare in ogni singolo contesto: ecco ciò di cui si occupa chi eroga l’IT consulting, che propone anche idee e consigli per incrementare o ottimizzare la rete ICT per raggiungere più agevolmente gli scopi espressi nel business plan. Un alleato di fiducia, dunque, assolutamente indispensabile tanto a quelle aziende che hanno investito in informatizzazione, quanto a chi ne vuol cogliere i vantaggi.

Consulenza aziendale: una questione di fiducia

Fiducia, dunque: è il requisito fondamentale, insieme alla competenza, per stimare una buona proposta di consulenza aziendale. La figura che affiancherà l’imprenditore, infatti, dovrà assistere in modo efficace e discreto il cliente dopo aver acquisito da lui gli elementi necessari a desumere una analisi precisa: nella successiva valutazione del quadro di partenza, naturalmente, tali dati dovranno essere letti sulla base delle competenze e della esperienza maturata sul campo, onde individuare le soluzioni più indicate.

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Il numero di file e di dati non strutturati ma indispensabili per le aziende è sempre in costante aumento: con un lavoro sempre più informatizzato la quantità di informazioni da gestire è enorme ed è necessario garantire velocità di accesso, larga disponibilità anche da più dispositivi, ma senza sacrificare la doverosa sicurezza. In questo, il cloud si rivela essere una scelta largamente apprezzata ed utilizzata: usufruire di uno storage virtuale, capace di permettere la condivisione del lavoro, ma anche l’accesso da qualsiasi punto della rete in modo semplice, sicuro e soprattutto veloce, rende questa metodologia di archiviazione particolarmente indicata per le sfide poste in essere dalla competitività del mercato globale.

Cloud o hybrid storage

Due sono le tipologie di cloud, quello pubblico ed il private cloud: il primo consiste essenzialmente nell’utilizzo di una infrastruttura in outsourcing, esterna all’azienda, ed accessibile tramite la rete internet; il private cloud, invece, si avvale di un supporto hardware interno e di proprietà dell’impresa. Le funzionalità delle due tipologie di cloud sono, naturalmente, molto diverse tra loro, sia in termini di sicurezza, ampiamente garantita da una “nuvola privata” il cui accesso avviene tramite una rete LAN aziendale, ma anche dal punto di vista economico, dal momento che un cloud pubblico abbatte in modo netto costo relativo all’acquisto ed al mantenimento della infrastruttura fisica del data center. Una terza opzione è data dall’hybrid storage.

Che cos’è un hybrid storage?

L’hybrid storage è il connubio perfetto tra l’esigenza di garantire la massima sicurezza ai dati, tipica di un private cloud con la maggior mobilità e scalabilità possibile offerta dai servizi on demand. Consiste essenzialmente in una integrazione tra le risorse locali e quelle offerte dai cloud pubblici: software dedicati con interfaccia API si occupano dello storage, archiviando i dati meno sensibili o quelli poco utilizzati nel cloud pubblico e mantenendo gli altri nel data center aziendale, rendendone l’accesso semplice ed intuitivo.

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Con il pregio di poter offrire ovunque ci si trovi l’accesso ai dati salvati nel modo più veloce e versatile, gli storage su cloud stanno velocemente trovando molti estimatori. Il motivo è presto detto: consentendo di poter condividere immagini, video e documenti, ma anche progetti aziendali complessi, le “nuvole” permettono di avere i file sempre disponibili su qualunque dispositivo, archiviati in modo sicuro, senza il pericolo di deteriorare o perdere l’hard disk o altro supporto. Una scelta semplice, dunque, sicura ed economica. Numerosi sono infatti i servizi di storage in cloud oggi disponibili, il cui spazio aumenta in modo considerevole con la sottoscrizione di un canone periodico.

Perché scegliere un cloud storage?

Molteplici sono i vantaggi che fanno del cloud un ottimo strumento ad integrazione degli altri processi di storage: potrebbe rivelarsi erroneo, infatti, credere che tale modalità di salvataggio dati possa sostituire integralmente hard disk, supporti magnetici, pen drive, DVD o Blu Ray, magari sfruttando il cloud per un back-up. Tra i principali vantaggi è possibile, ad esempio, usufruire di una maggiore velocità di upload, di una condivisione personalizzata così come del facile trasferimento su altre piattaforme; inoltre l’interfaccia estremamente intuitiva ed essenziale, così come i servizi complementari offerti, ad esempio, da One Drive o dal cloud di Google.

Best cloud storage

Con l’aumento del numero di aziende che propongono servizi di cloud storage e, conseguentemente, della concorrenza, le tipologie di offerte si stanno facendo sempre più variegate e convenienti. Come scegliere il best cloud storage? Innanzitutto, dipende dall’uso che se ne dovrà fare: per archiviare solo foto, iCloud potrebbe costituire la soluzione migliore, ad esempio. Altro fattore importante è la convenienza dei piani tariffari: Dropbox sotto questo aspetto sembra essere imbattibile, ed infatti è il cloud più utilizzato dalle aziende; di contro, Google Drive, con i suoi 15 Gb, è l’offerta gratuita naturalmente più attraente per un utilizzatore medio.

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Provvedere periodicamente e, potremmo aggiungere, frequentemente ad un salvataggio completo dei dati contenuti nei computer aziendali è fondamentale per evitarne la perdita a causa di un malfunzionamento dei dispositivi o per le conseguenze di un cyber attack. Non avere più accesso a dati sensibili o a contatti di fornitori e clienti, ma anche perdere quelle best practices e quei processi produttivi, così come i brevetti o licenze, e tutto ciò che concorre al know-how ed alla reputazione aziendale, vera ricchezza dell’impresa, potrebbe provocare una crisi enorme ed occorre essere preparati ad un evento che per sua stessa definizione è imprevisto ed imprevedibile.

I nastri magnetici

Pratica “storica” dell’informatica e dei processi di storage è l’esecuzione di back-up su nastri magnetici. Il supporto di archiviazione ha, infatti, una lunga storia alle spalle. Una storia, tuttavia, che ancora prosegue, forte delle proprie caratteristiche strutturali che garantiscono affidabilità e longevità ai dati archiviati nello storage: nonostante lo svilupparsi di tecnologie alternative ai nastri magnetici, quali ad esempio hard disk, Blu Ray e DVD, ma anche i cloud, il tape è ancora il supporto maggiormente utilizzato, in virtù della sicurezza che offre: basta custodire i nastri su cui si sia eseguito il back-up in luoghi diversi tra loro per rendere praticamente nullo il rischio di perdere quanto archiviato.

Vantaggi e svantaggi del back-up su nastri magnetici

È importante precisare che il vero, grande svantaggio di eseguire un back-up su nastri magnetici è dato dalla lentezza delle operazioni di scrittura e, anche se in parte, di accesso ai contenuti; tale aspetto è tuttavia facilmente bypassabile semplicemente utilizzando i nastri per recuperare i dati che andrebbero persi a seguito di un attacco ransomware o di altri virus, e non come archivio. I nastri magnetici hanno il principale pregio di avere un ciclo di vita più lungo rispetto ad altri supporti, fino a trenta anni, ed un costo notevolmente inferiore.

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