Monthly Archives:luglio 2018

I ritmi e lo stile di vita sempre più frenetico, l’esigenza di avere sempre con sé i documenti necessari per procedere nel lavoro, la necessità crescente di accedere a distanza ai dati del proprio computer, pur senza averlo fisicamente dinnanzi, rendono oggi l’accesso da un computer remoto una tecnologia sempre più usata: nata e sviluppata per permettere, ad esempio, agli helpdesk di accedere ai device o ai server e procedere a distanza alla risoluzione delle criticità, oggi sempre più utenti ricorrono all’installazione di software di controllo per accedere virtualmente al proprio computer a distanza. D’altro canto le interfacce sempre più intuitive rendono tale approccio semplice anche per i non addetti ai lavori, dal momento che la gestione è possibile senza dover modificare le impostazioni firewall o dei NAT.

Che cosa è un supporto remoto?

L’ambito della assistenza tecnica e del supporto commerciale resta il campo applicativo più usato per la tecnologia da remoto. Ma in cosa consiste? Offrire supporto remoto significa che l’operatore dell’helpdesk o della azienda che si occupa della gestione della rete ITC può accedere a distanza, appunto da computer remoto, attraverso internet, ai dispositivi connessi ed intervenire su di essi sia a livello di hardware, che di software. I vantaggi offerti dall’usufruire di un supporto remoto sono notevoli per le aziende, in quanto l’assistenza viene erogata in tempi molto più veloci rispetto ad un intervento fisico e comportando un minor aggravio economico.

Sicurezza, velocità, efficienza

Gli interventi operati da supporto remoto, possibili sia su computer desktop che su dispositivi mobili, offrono massima sicurezza sia in fase di accesso, sia nel caso di un eventuale trasferimento dati, magari recuperati da un device obsoleto o guasto: nessun rischio di manomissioni. Connettere persone e macchine tra loro: ecco la mission del supporto remoto, capace di offrire una assistenza di qualità in modo veloce e preciso.

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Efficienza, affidabilità, velocità, ed intraprendenza costituiscono la base di sviluppo per conseguire il successo che ogni attività imprenditoriale, a qualunque segmento di mercato faccia riferimento, deve necessariamente tenere in considerazione. Se i processi di produzione o di erogazione del servizio, così come i progetti di marketing e la gestione dei dati di clienti e fornitori sono oramai largamente informatizzati, è indispensabile assicurarsi un valido servizio di assistenza dei dispositivi e della rete utilizzata in azienda. Apple, forte dei suoi device di altissimo livello, con i servizi Apple enterprise dedicati alle imprese, è la soluzione ideale per assicurarsi di mantenere eccellenti stardard qualitativi.

Apple enterprise services: assistenza per l’azienda

Apple enterprise services è un programma di assistenza e supporto tecnico esclusivo che la casa madre offre ai propri clienti attraverso una rete di consulenti qualificati. Condizione indispensabile per accedere al servizio è, oltre al possesso delle tecnologie da implementare o sulle quali si vuol ricevere assistenza, l’attivazione di un account Apple Care: tramite di esso l’account manager si occupa di tenere traccia dei problemi e delle criticità tramite dei rapporti mensili, ma anche di rivedere o monitorare l’intera infrastruttura IT aziendale. Gli interventi fisici che dovessero rendersi necessari sono eseguiti da personale specializzato e da consulenti accreditati presso Apple Inc. ed appartenente alla rete mondiale Apple Consultants Network.

Servizi garantiti da Apple enterprise services

L’assistenza offerta dal programma Apple Enterprise Services non si limita alla sola riparazione di componenti guaste, ma anche al supporto in fase di installazione e di configurazione dei device e propone alle aziende servizi di sviluppo di app personalizzate, anche per IOS, e soluzioni progettuali per implementare la rete IT, rendendola più performante, anche con integrazioni complesse come MDM e Active Directory. Tali servizi vengono espletati telefonicamente, in quanto Apple garantisce la reperibilità ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, ma anche via mail.

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La caratteristica primaria che si desidera da un dispositivo informatico è che si adegui ai nostri ritmi di lavoro: ciò significa una elevata reattività agli imput e, soprattutto, un sistema operativo sempre più veloce, capace di supportare app e software anche molto pesanti e fornire una pronta interfaccia utente. Le case produttrici di device, siano essi smartphone, tablet, notebook o computer desktop si adeguano alle richieste di mercato, producendo dispositivi tecnologicamente avanzati e molto performanti. Tuttavia, con l’andare del tempo ed un uso poco accorto, è possibile notare un rallentamento delle prestazioni. Come poter fronteggiare questa consueta situazione? È possibile prevenire gli effetti?

Una prevenzione possibile

Un buon system monitoring potrebbe essere la soluzione a questo annoso e fin troppo diffuso problema. Il rallentamento di un device, infatti, si deve ad una serie di criticità delle quali troppo spesso gli utenti tengono poco conto, quali la frammentazione dei dati negli hard disk, supporti che costituiscono il vero anello debole di un computer, ma anche la presenza di grandi file in memoria o programmi che si avviano in background ogni qual volta si avvia il PC. Svuotare periodicamente la cache, avviare la deframmentazione dischi (oramai automatica nella maggior parte dei computer) ed aggiornare file e programmi obsoleti costituiscono delle buone pratiche per mantenere in buona salute il desktop.

Il system monitoring

Controllare in modo efficace e capillare lo stato di salute di un PC è possibile avvalendosi di un system monitoring, ovvero di un sistema hardware e software capace di vagliare costantemente le prestazioni e le risorse ITC. Oggetto principale del system monitoring è, infatti, la CPU, ovvero la “centrale operativa” del dispositivo, valutarne il funzionamento, l’utilizzo o la temperatura; accanto a ciò, si occupa del controllo della quantità di memoria RAM libera o dello spazio di archiviazione ancora disponibile in un hard disk.

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L’aumento esponenziale, nel corso degli ultimi anni, dei casi legati al crimine informatico sta ponendo la sfida a garantire la sicurezza su internet e sui dispositivi ICT delle varie aziende: si rende sempre più indispensabile, infatti, investire risorse e tecnologie per impedire azioni illecite le cui conseguenze possono essere davvero gravi. L’accesso di personale non autorizzato ai database di una azienda, il furto di dati sensibili dei clienti di una società di assicurazione, la sottrazione dei codici delle carte di credito sono casistiche oramai sempre più frequenti: è necessario, dunque, costituire un sistema di sicurezza informatico solido ed efficiente. Salvaguardare, allo stesso modo, il patrimonio di competenze, la credibilità di una azienda dalle violazioni della proprietà intellettuale diventa una priorità assoluta.

Controllare l’accesso ai dati per aumentare la sicurezza informatica

Investire in sicurezza informatica vuol dire perseguire una precisa politica della security in modo costante e continuativo nel tempo: ci si illuderebbe se si pensasse di essere immuni ad attacchi hacker! In un mercato globalizzato, dove le notizie viaggiano in rete, occorre poter essere sicuri dell’integrità dei contenuti, ovvero quelli che in linguaggio aziendale vengono denominati “asset”, ma anche dell’autenticità delle informazioni e, parimenti, garantirne la confidenzialità; d’altro canto è importante che i dati siano sempre disponibili ed accessibili, possibilmente anche da vari dispositivi. È pertanto fondamentale controllare gli accessi.

Prevenzione e best practices

La sfida posta nell’ambito della sicurezza informatica si gioca soprattutto nell’ideare delle strategie di prevenzione: valutare i rischi cui un’azienda o un privato è sottoposto, analizzare le criticità presenti nel sistema o nella infrastruttura, immaginare eventuali incidenti o possibili manomissioni e trovare delle soluzioni adeguate è la strada percorsa sempre più frequentemente dalle imprese che si occupano di sicurezza informatica. Un modus operandi che sta iniziando a dare i suoi frutti: attuare delle strategie difensive personalizzate, realizzate ad hoc sulla base di una analisi preventiva, abbassa notevolmente il rischio di cyber attack. Purtroppo, senza annullarlo del tutto.

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