Lo dicono le statistiche: la percentuale degli utenti che, almeno una volta, è incorso nella perdita dei dati archiviati su hard disk a causa di un guasto o di un malfunzionamento è molto alta ed in costante aumento. Non c’è da meravigliarsi troppo: chi non è incorso in una situazione analoga? Se per un privato la perdita di foto, video o file particolarmente cari comporta sicuramente un grande dispiacere, per una azienda perdere i dati dei clienti, i recapiti dei fornitori o dei progetti ai quali si stava lavorando da mesi può comportare un danno non indifferente.

L’importanza di provvedere ad un back-up periodico

Le cause del verificarsi degli scenari appena accennati possono essere le più varie: la smagnetizzazione del nastro del supporto, un guasto tecnico al server, il deperimento del dispositivo di storage, un urto o un altro evento violento, l’accidentale o volontaria cancellazione dei dati. Salvaguardare la propria azienda da ogni tipo di imprevisto che possa mettere in pericolo lo storage è dato dal backup, un salvataggio periodico dei dati messi in archivio su un altro dispositivo: la procedura consiste semplicemente nel duplicare i dati ed aggiornarli seguendo un piano cronologico preciso per avere la possibilità di riprenderli qualora ciò dovesse rendersi necessario.

Servizi di back-up con canone di abbonamento

Al fine di sgravare il personale deputato alla rete ICT dall’onere di provvedere periodicamente al backup di tutti i dispositivi di storage, è possibile ricorrere ad aziende specializzate che offrano servizi di backup con canone di abbonamento. L’investimento vale assolutamente la spesa: essendo, per sua stessa definizione, l’evento di danneggiamento imprevisto, una soluzione simile riduce considerevolmente il rischio di perdere file e documenti basilari per l’attività dell’impresa. Sarà così l’azienda incaricata, usando anche il cloud, ad eseguire un backup completo per poi procedere, a precise scadenze temporali, alle integrazioni con backup differenziali o incrementali.

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La sicurezza dei supporti informatici e dei dispositivi di archiviazione dei dati è sempre più oggetto di attenzione da parte delle aziende produttrici: l’obiettivo è quello di creare delle tecnologie che possano offrire ai clienti vantaggi in termini di longevità, velocità di accesso, reperibilità dei dati, sicurezza. Lo storage si sta arricchendo non solo di dispositivi fisici, ma anche di spazi di archiviazione online, i clouds, “nuvole” virtuali che permettono il salvataggio dei propri dati su una serie di server connessi tra loro. Ma cosa accadrebbe in caso di guasto della infrastruttura o di danneggiamento dell’hard disk o del CD?

Necessità di eseguire un back-up per prevenire spiacevoli conseguenze

Recenti interviste lo dimostrano chiaramente: sempre più utenti dichiarano di aver perso, almeno una volta, tutti i propri dati. Quali strategie preventive è possibile attuare per evitare di incorrere in un rischio simile? Fare periodicamente un backup, ovvero una copia dei dati, ed archiviarla su un supporto diverso, conservato materialmente in un altro luogo. Un guasto al server, un urto violento patito dall’hard disk, il danneggiamento anche parziale di un CD o di un DVD, la smagnetizzazione di un nastro sono eventi ben lungi dall’essere occasionali: avere una copia dei dati, almeno di quelli più importanti, salvaguardia l’utente da ogni evenienza sfortunata.

Back-up & restore: salvataggio e rispristino

Fare un backup completo dei dati archiviati è la base di partenza per il processo di restore, ovvero del ripristino di un database o di ciò che era in memoria: sono, infatti, fasi complementari e l’una è propedeutica all’altra. Per procedere ad un restore efficace, con una perdita di dati nulla o molto bassa, è importante che il backup venga eseguito con una frequenza temporale alta, meglio se integrato in un piano programmato periodico: dopo aver proceduto ad una duplicazione completa dei dati, si potrebbe procedere ad un backup differenziale, archiviando così solo i file effettivamente modificati.

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I ritmi e lo stile di vita sempre più frenetico, l’esigenza di avere sempre con sé i documenti necessari per procedere nel lavoro, la necessità crescente di accedere a distanza ai dati del proprio computer, pur senza averlo fisicamente dinnanzi, rendono oggi l’accesso da un computer remoto una tecnologia sempre più usata: nata e sviluppata per permettere, ad esempio, agli helpdesk di accedere ai device o ai server e procedere a distanza alla risoluzione delle criticità, oggi sempre più utenti ricorrono all’installazione di software di controllo per accedere virtualmente al proprio computer a distanza. D’altro canto le interfacce sempre più intuitive rendono tale approccio semplice anche per i non addetti ai lavori, dal momento che la gestione è possibile senza dover modificare le impostazioni firewall o dei NAT.

Che cosa è un supporto remoto?

L’ambito della assistenza tecnica e del supporto commerciale resta il campo applicativo più usato per la tecnologia da remoto. Ma in cosa consiste? Offrire supporto remoto significa che l’operatore dell’helpdesk o della azienda che si occupa della gestione della rete ITC può accedere a distanza, appunto da computer remoto, attraverso internet, ai dispositivi connessi ed intervenire su di essi sia a livello di hardware, che di software. I vantaggi offerti dall’usufruire di un supporto remoto sono notevoli per le aziende, in quanto l’assistenza viene erogata in tempi molto più veloci rispetto ad un intervento fisico e comportando un minor aggravio economico.

Sicurezza, velocità, efficienza

Gli interventi operati da supporto remoto, possibili sia su computer desktop che su dispositivi mobili, offrono massima sicurezza sia in fase di accesso, sia nel caso di un eventuale trasferimento dati, magari recuperati da un device obsoleto o guasto: nessun rischio di manomissioni. Connettere persone e macchine tra loro: ecco la mission del supporto remoto, capace di offrire una assistenza di qualità in modo veloce e preciso.

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Efficienza, affidabilità, velocità, ed intraprendenza costituiscono la base di sviluppo per conseguire il successo che ogni attività imprenditoriale, a qualunque segmento di mercato faccia riferimento, deve necessariamente tenere in considerazione. Se i processi di produzione o di erogazione del servizio, così come i progetti di marketing e la gestione dei dati di clienti e fornitori sono oramai largamente informatizzati, è indispensabile assicurarsi un valido servizio di assistenza dei dispositivi e della rete utilizzata in azienda. Apple, forte dei suoi device di altissimo livello, con i servizi Apple enterprise dedicati alle imprese, è la soluzione ideale per assicurarsi di mantenere eccellenti stardard qualitativi.

Apple enterprise services: assistenza per l’azienda

Apple enterprise services è un programma di assistenza e supporto tecnico esclusivo che la casa madre offre ai propri clienti attraverso una rete di consulenti qualificati. Condizione indispensabile per accedere al servizio è, oltre al possesso delle tecnologie da implementare o sulle quali si vuol ricevere assistenza, l’attivazione di un account Apple Care: tramite di esso l’account manager si occupa di tenere traccia dei problemi e delle criticità tramite dei rapporti mensili, ma anche di rivedere o monitorare l’intera infrastruttura IT aziendale. Gli interventi fisici che dovessero rendersi necessari sono eseguiti da personale specializzato e da consulenti accreditati presso Apple Inc. ed appartenente alla rete mondiale Apple Consultants Network.

Servizi garantiti da Apple enterprise services

L’assistenza offerta dal programma Apple Enterprise Services non si limita alla sola riparazione di componenti guaste, ma anche al supporto in fase di installazione e di configurazione dei device e propone alle aziende servizi di sviluppo di app personalizzate, anche per IOS, e soluzioni progettuali per implementare la rete IT, rendendola più performante, anche con integrazioni complesse come MDM e Active Directory. Tali servizi vengono espletati telefonicamente, in quanto Apple garantisce la reperibilità ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, ma anche via mail.

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La caratteristica primaria che si desidera da un dispositivo informatico è che si adegui ai nostri ritmi di lavoro: ciò significa una elevata reattività agli imput e, soprattutto, un sistema operativo sempre più veloce, capace di supportare app e software anche molto pesanti e fornire una pronta interfaccia utente. Le case produttrici di device, siano essi smartphone, tablet, notebook o computer desktop si adeguano alle richieste di mercato, producendo dispositivi tecnologicamente avanzati e molto performanti. Tuttavia, con l’andare del tempo ed un uso poco accorto, è possibile notare un rallentamento delle prestazioni. Come poter fronteggiare questa consueta situazione? È possibile prevenire gli effetti?

Una prevenzione possibile

Un buon system monitoring potrebbe essere la soluzione a questo annoso e fin troppo diffuso problema. Il rallentamento di un device, infatti, si deve ad una serie di criticità delle quali troppo spesso gli utenti tengono poco conto, quali la frammentazione dei dati negli hard disk, supporti che costituiscono il vero anello debole di un computer, ma anche la presenza di grandi file in memoria o programmi che si avviano in background ogni qual volta si avvia il PC. Svuotare periodicamente la cache, avviare la deframmentazione dischi (oramai automatica nella maggior parte dei computer) ed aggiornare file e programmi obsoleti costituiscono delle buone pratiche per mantenere in buona salute il desktop.

Il system monitoring

Controllare in modo efficace e capillare lo stato di salute di un PC è possibile avvalendosi di un system monitoring, ovvero di un sistema hardware e software capace di vagliare costantemente le prestazioni e le risorse ITC. Oggetto principale del system monitoring è, infatti, la CPU, ovvero la “centrale operativa” del dispositivo, valutarne il funzionamento, l’utilizzo o la temperatura; accanto a ciò, si occupa del controllo della quantità di memoria RAM libera o dello spazio di archiviazione ancora disponibile in un hard disk.

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L’aumento esponenziale, nel corso degli ultimi anni, dei casi legati al crimine informatico sta ponendo la sfida a garantire la sicurezza su internet e sui dispositivi ICT delle varie aziende: si rende sempre più indispensabile, infatti, investire risorse e tecnologie per impedire azioni illecite le cui conseguenze possono essere davvero gravi. L’accesso di personale non autorizzato ai database di una azienda, il furto di dati sensibili dei clienti di una società di assicurazione, la sottrazione dei codici delle carte di credito sono casistiche oramai sempre più frequenti: è necessario, dunque, costituire un sistema di sicurezza informatico solido ed efficiente. Salvaguardare, allo stesso modo, il patrimonio di competenze, la credibilità di una azienda dalle violazioni della proprietà intellettuale diventa una priorità assoluta.

Controllare l’accesso ai dati per aumentare la sicurezza informatica

Investire in sicurezza informatica vuol dire perseguire una precisa politica della security in modo costante e continuativo nel tempo: ci si illuderebbe se si pensasse di essere immuni ad attacchi hacker! In un mercato globalizzato, dove le notizie viaggiano in rete, occorre poter essere sicuri dell’integrità dei contenuti, ovvero quelli che in linguaggio aziendale vengono denominati “asset”, ma anche dell’autenticità delle informazioni e, parimenti, garantirne la confidenzialità; d’altro canto è importante che i dati siano sempre disponibili ed accessibili, possibilmente anche da vari dispositivi. È pertanto fondamentale controllare gli accessi.

Prevenzione e best practices

La sfida posta nell’ambito della sicurezza informatica si gioca soprattutto nell’ideare delle strategie di prevenzione: valutare i rischi cui un’azienda o un privato è sottoposto, analizzare le criticità presenti nel sistema o nella infrastruttura, immaginare eventuali incidenti o possibili manomissioni e trovare delle soluzioni adeguate è la strada percorsa sempre più frequentemente dalle imprese che si occupano di sicurezza informatica. Un modus operandi che sta iniziando a dare i suoi frutti: attuare delle strategie difensive personalizzate, realizzate ad hoc sulla base di una analisi preventiva, abbassa notevolmente il rischio di cyber attack. Purtroppo, senza annullarlo del tutto.

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Grandi sono le potenzialità offerte dall’impiego in azienda di dispositivi mobili: permettere, infatti, l’accesso ai dati, ai processi aziendali ed alla rete ICT a tutti gli impiegati, senza dover per questo essere davanti ad una postazione desktop fissa garantisce una condivisione del lavoro in workflow e rende teoricamente più snello, veloce ed efficace il flusso di idee, migliorando considerevolmente la qualità e la quantità del lavoro. Investire in enterprise mobility management diventa allora una condizione indispensabile per incrementare la rete infrastrutturale mantenendo al contempo una alta soglia di sicurezza: maggior accessibilità, infatti, vuol anche dire maggiore vulnerabilità.

Enterprise mobility management

L’EMM, acronimo di enterprise mobility management, è l’insieme di tecnologie infrastrutturali e di servizi appositamente progettati per tutelare i dati sensibili dell’azienda, come recapiti dei fornitori, identità dei clienti, immagine coordinata, brevetti o processi produttivi. Ma le sue mansioni non si limitano a questo solo aspetto: per evitare conseguenze spiacevoli, infatti, occorre un costante controllo del parco di dispositivi mobili ed attuare delle strategie precise di governo tese ad affrontare eventuali criticità. La mission dell’enterprise mobility management, allora, è quello di proteggere il patrimonio aziendale da furti, dispersioni o perdite più o meno accidentali dei dati, permettendo di sfruttare appieno i vantaggi derivanti da una maggiore condivisione dei progetti.

Una opportunità da cogliere

Crescente è il numero di aziende che decidono di investire risorse nell’enterprise mobility management per implementare le opportunità offerte dal mobile e migliorare la produttività, potendo contare su di una maggiore flessibilità organizzativa. La domanda sta così crescendo, anche se il tema in Italia sembra essere poco affrontato dalle piccole e medie imprese che, stando a recenti statistiche, non sembrano conoscere i vantaggi offerti dal mobility. L’EMM, per essere pienamente efficiente, dovrebbe contemplare almeno tre ambiti costituiti dal mobile device management, dal mobile content management e dal mobile application management.

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Elaborare una strategia precisa, utilizzando appieno le risorse presenti in azienda, mirando ad obiettivi chiari ed in linea con il piano di sviluppo dell’impresa: ecco la mission del project management office o PMO, l’ufficio che è deputato alla gestione dei vari progetti in una azienda. Rendere una attività competitiva, capace di affrontare le sfide poste dal mercato globale è una priorità per ogni imprenditore e, per perseguire tale scopo, è assolutamente importante investire nel project management: non però un intervento occasionale o legato al progetto particolare, ma un piano complessivo che permetta l’elaborazione di politiche aziendali a lungo raggio capaci di dare una grande forza propulsiva a tutta l’impresa.

Che cosa si intende per Project Management?

Il PMO, il project management office, si occupa di ottimizzare e gestire tutte le risorse che si rendono necessarie ad un progetto, dalla sua ideazione alla realizzazione. Tra i compiti specifici, in particolare, vi è quello di fornire un preciso supporto metodologico, ovvero definire le “best practices”, le buone pratiche. Costruire infatti dei modelli di comportamento o di approccio, partendo proprio dall’esperienza desunta dai vari progetti, diventa indispensabile per elaborare un know-how aziendale da impiegare per il futuro, soprattutto nella fase iniziale dei nuovi meccanismi: per far ciò occorre analizzare i progetti passati, isolare i vari approcci metodologici ed archiviarli in modo efficace e funzionale.

Le competenze del project management office

Se l’obiettivo del project management office è il miglioramento delle prestazioni dei progetti, le mansioni assolte dal PMO comprendono anche la gestione dell’infrastruttura e del supporto tecnico necessario a risolvere eventuali anomalie, come anche l’ottimizzazione e l’integrazione delle risorse: tutto deve allinearsi in modo perfetto con gli obiettivi aziendali di business. Un ufficio, dunque, indispensabile ai fini di una maggiore efficienza e competitività dell’impresa, capace di gestire tutti gli ambiti coinvolti nei vari progetti; una chiave di volta che, se ben amministrata, è capace di produrre valore.

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Il successo di una impresa passa obbligatoriamente dal grado di soddisfazione dei suoi clienti. Delle ottime recensioni sul sito dell’azienda, ne è ben cosciente chi si occupa di marketing, costituiscono un valore importantissimo in termini di credibilità; risorsa che, naturalmente, è possibile spendere nel mercato per elaborare una strategia di vendita di successo. La customer satisfaction si costruisce non solo offrendo un prodotto di qualità, rispondente alle richieste dell’acquirente, ma anche garantendo un servizio di assistenza clienti efficiente e puntuale, capace di accompagnarli prima, durante e dopo la vendita. Investire delle risorse in tal senso equivale, per l’azienda, ad avere maggiore consapevolezza di sé ed avere gli strumenti per elaborare strategie efficaci ed atte a generare utili.

Modalità di intervento di un servizio assistenza clienti

Supporto tecnico, commerciale, amministrativo: un buon servizio clienti deve assicurare una assistenza a tutto tondo, permettendo all’utente di orientarsi in modo facile e veloce. Uno degli aspetti fondamentali è, infatti, l’elevata reattività ed ecco il motivo per cui, accanto alle consulenze telefoniche o via chat sta ascendendo il modello dell’intervento da remoto: permettendo, infatti, un intervento a distanza su, ad esempio, un computer, l’operatore può risolvere la criticità venutasi a creare in pochissimo tempo, facendo peraltro risparmiare i costi di una assistenza domiciliare sia all’azienda che al cliente.

Servizi dell’assistenza clienti

Le strategie scelte dalle varie aziende per offrire un servizio di assistenza ai clienti sono le più varie e discrete: dalla possibilità di scaricare gratuitamente i manuali d’uso e manutenzione, alla sezione del sito dedicata a rispondere alle FAQ, alle domande frequenti; dai video di supporto alla possibilità di chiedere assistenza locale, rivolgendosi al personale fisico che opera nelle diverse realtà e che, a seconda della tipologia di prodotto o servizio erogato dall’azienda, potrebbe costituire la formula migliore per rispondere a circostanze concrete o a situazioni precise che potrebbero verificarsi

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L’avvento del digitale ha portato un grande rinnovamento, tra gli altri, anche nel mondo della fotografia: la possibilità di immortalare con un semplice smartphone un tramonto, un bel paesaggio o un momento da ricordare ha aperto la strada ad un aumento esponenziale delle immagini da archiviare; d’altro canto le persone che hanno ancora il piacere di stampare le fotografie è diminuito drasticamente, facendo aumentare la necessità di avere degli spazi di storage sempre più grandi e sicuri. Il caso della fotografia non è il solo ad aver accresciuto la quantità di dati da archiviare. Quali possibilità ci sono?

Il principale limite: la longevità

Oltre ai cloud, storage virtuali anche di notevoli dimensioni capaci di assicurare accessibilità e sicurezza a ciò che si salva in memoria, esistono molti dispositivi di archiviazione dati. Tali devices vengono distinti in base alla tecnologia che utilizzano e, soprattutto, alla longevità che i dispositivi stessi sono in grado di garantire: un disco potrebbe smagnetizzarsi, così come un hard disk potrebbe subire un urto, rendendo inaccessibile il recupero dei dati ivi salvati. Inoltre l’evolversi della rivoluzione informatica rende velocemente obsolete tecnologie che fino a pochi anni fa sembravano rivoluzionarie, come i vecchi floppy disk, oramai non facilmente leggibili dai computer.

Dispositivi di archiviazione dati

Numerosi sono le proposte disponibili sul mercato e relative ai dispositivi di archiviazione dati, dai quali si esige soprattutto affidabilità e velocità, soprattutto se associato ad un costo accessibile. La soluzione che, ad oggi, sembra conciliare queste caratteristiche in modo ottimale sembra essere l’hard disk, affiancato dai dispositivi ottici, quali CD, DVD e Blu-Ray: questi ultimi, soprattutto, sono quelli che sembrano promettere maggiore longevità e, dunque, una custodia maggiore dei dati archiviati. Accanto all’ascesa delle chiavette USB, si sta facendo strada anche la tecnologia SSD, che tuttavia comporta ancora prezzi molto alti e, dunque, risulta poco usata dai consumatori.

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