Enorme quantità di informazioni e dati da archiviare, ma soprattutto una crescente esigenza di aver sempre accesso a questi file inducono molti ad utilizzare metodi di archiviazione digitali o a tecnologia ottica. Non solo hard disk, dunque: superati i vecchi floppy a nastro magnetico, oggi i supporti preferiti sono CD, chiavette USB e schede di memoria. Ma sono sicuri? Cosa fare se il disco di archiviazione si dovesse danneggiare in seguito ad un urto particolarmente violento o in caso di un imput accidentale di cancellazione? Vi è la possibilità di recuperare i dati contenuti in memoria, siano essi ricordi delle vacanze, ricerche universitarie o dati di lavoro?

Gli interventi di data recovery

Recuperare dati che apparentemente sembrano persi è possibile, grazie a moderne tecnologie di data recovery che, in base all’entità del danno, possono constare di operazioni fisiche o tramite software. Data la crescente richiesta del mercato, infatti, sono numerosi i programmi che, anche tramite una interfaccia semplice ed intuitiva, permettono anche agli utenti inesperti di recuperare file cancellati, anche a seguito della formattazione del supporto di memoria, o irraggiungibili per un attacco virus. Per danni più seri, soprattutto di hard disk, è possibile rivolgersi ad aziende altamente specializzate che intervengono sul supporto fisico in ambienti sterili, le cosiddette “camere bianche”, vere e proprie sale operatorie dedicate al data recovery.

Una salvaguardia contro una casistica molto variegata

Tutti i device ed i dispositivi tecnologici offrono all’utente la possibilità di archiviare i dati e ne garantiscono la sicurezza, eppure la casistica di perdita di ciò che si trova in memoria è abbastanza vasta: uno spegnimento improvviso del dispositivo, un attacco informatico, un file danneggiato, ma anche un imput di cancellazione dato per errore potrebbero minacciare i dati archiviati. Pur tuttavia gli interventi di data recovery si contraddistinguono per efficienza, risultando di successo in tutti i dispositivi e i supporti di memoria, dai laptop alle fotocamere.

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Progettazione e gestione: sono questi i due capisaldi fondamentali su cui si basa ogni attività imprenditoriale. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che l’assenza di una attenta progettualità avrebbe l’inevitabile conseguenza di disperdere molto lavoro; d’altro canto, una gestione poco efficace, non riuscendo a coordinare i diversi settori produttivi, porterebbe ad un aumento incontrollato dei costi e ad un allungamento esponenziale dei tempi. Una azienda così fatta avrebbe pochissime probabilità di sopravvivere in un mercato sempre più caratterizzato da una concorrenza globale, ed in cui efficienza e velocità sono le parole d’ordine.

Gestione delle risorse e progettualità: il system management

La tecnologia è una risorsa importantissima per ogni azienda, ma una mancanza di management potrebbe trasformare una opportunità in un problema: è necessario, dunque, fare un uso sapiente degli strumenti ed elaborare delle strategie efficaci. Di ciò si occupa il system management, ovvero la branca deputata a supportare l’organizzazione dei processi aziendali attraverso la gestione delle risorse tecnologiche, dei “sistemi”. Individuare le modalità migliori per semplificare l’attività dell’azienda facendo in modo che l’ICT sia efficace e sempre perfettamente efficiente, elaborando scelte strategiche che portino alla definizione di architetture digitali realizzate ad hoc e largamente personalizzabili: la mission del system management è far sì che il supporto tecnologico sia progettato in modo intelligente e monitorato costantemente per allinearlo alle esigenze dei vari settori.

Di cosa si occupa un system management?

Rientrano tra le mansioni di un addetto al system management, dunque, la progettazione e la gestione delle architetture digitali presenti in azienda secondo gli standard qualitativi concordati in fase preventiva; d’altro canto, sarà suo compito anche quello di verificare l’efficacia della strategia, monitorarne le prestazioni, allineare le capacità hardware ai programmi, gestire le licenze dei software, confrontando quelle acquistate con quelle effettivamente installate nei devices. Una scelta, dunque, orientata verso una sempre maggiore efficienza ed una ottimizzazione delle risorse disponibili.

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In questi ultimi anni si sta assistendo ad una ascesa dell’utilizzo della tecnologia del “cloud computing”, letteralmente “nuvola informatica”, quale risorsa preferita dalle aziende per elaborare, trasmettere o memorizzare dati importanti, accessibili da qualunque dispositivo connesso ad internet. Il successo dei cloud si deve non solo alla praticità di utilizzo, ma anche perché esso viene incontro alle esigenze del lavoro di equipe ed al mondo dell’open source, permettendo di accedere e configurare dati, software e macchine virtuali da diverse postazioni. I cloud oggi disponibili sono diversi ed anche il colosso Google nel 2012 ha inaugurato la propria piattaforma.

Google Cloud: versatilità, solidità, economicità

Numerose sono le peculiarità che Google ha inserito nel proprio cloud e che lo rendono un prodotto molto competitivo ed una opzione molto conveniente, anzitutto per ciò che concerne i servizi: procedendo all’iscrizione tramite il proprio account google e dopo aver completato il processo di autenticazione, l’utente ha accesso al normale pacchetto di applicazioni tipiche della piattaforma, da youtube a gmail. Inoltre, google cloud si contraddistingue in termini economici: il costo del servizio corrisponde, infatti, all’effettivo utilizzo del cloud, mantenendo il sistema largamente ottimizzabile in base ai progetti effettivamente in corso. Con Google Cloud, archiviare dati, creare un sito web o procedere alla programmazione di software complessi è assolutamente possibile.

I vantaggi di Google Cloud

Google Cloud offre ai propri clienti una serie di vantaggi e di opportunità, adattandosi alle esigenze più diverse. Anzitutto, la solidità della struttura è data da hardware e applicazioni tecnologicamente all’avanguardia, con una rete di fibra ottica vasta, veloce, avanzata ed affidabile anche dal punto di vista della sicurezza. Inoltre, oltre alla possibilità di storage, è importante ricordare i servizi PaaS, per poter realizzare vere e proprie piattaforme comprendenti diversi programmi, e Iaas, che permette ai clienti la condivisione non solo di macchine virtuali, ma di risorse hardware.

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Spesso si ha la tendenza di considerare il comparto dell’IT come fine a sé stesso, finalizzato esclusivamente a dare supporto all’azienda ma senza un ruolo quantificabile: prevedere le spese, poi, sembra qualcosa di impossibile. Eppure, come per tutti gli ambiti dell’azienda, anche quello delle tecnologie informatiche deve essere accuratamente pianificato ed i risultati verificati. L’IT service management persegue proprio questa finalità, tentando un approccio che non sia funzionale o focalizzato alle tecnologie da applicare ed alla loro manutenzione: al contrario è necessario una governance precisa per massimizzare le potenzialità ed orientarle sul business aziendale. In tal modo, calcolare una strategia e stabilire preventivamente un budget di spesa è reso possibile e l’investimento può essere verificabile periodicamente.

Vantaggi di una buona governance IT

Superando uno dei principali errori, ovvero quello di concentrare l’attenzione solo sulle tecnologie utilizzate, l’IT service management guarda al complesso delle strategie aziendali ed opera scelte orientate verso tale direzione: miglioramento della qualità del servizio, dunque, ma anche cambio radicale di punto di vista, in quanto l’utente si trasforma in cliente, aprendo la strada ad una serie di pratiche orientate ad una maggiore efficienza. I vantaggi di tale strategia sono molteplici: oltre alla ottimizzazione delle risorse, allineandosi con il business particolare di ogni azienda, tale governance permette una maggiore capacità di reagire al mercato, rendendo l’impresa più efficiente e, pertanto, competitiva.

Gli approcci all’IT service management

L’IT service management si basa essenzialmente su pratiche e framework ben determinati. Due sono i principali approcci, oggi maggiormente utilizzati dalle aziende, l’ITIL (IT Infrastructure Library) e il COBIT (Control Objectives for Information and related Technology): essi sono composti da una serie di processi, indicatori e best practices per aumentare la consapevolezza dell’IT e permetterne una adeguata gestione. I due frameworks non sono comunque in alternativa ma, nonostante presentino degli elementi di sovrapposizione, potrebbero essere intesi come una reciproca integrazione.

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Quello inerente alla gestione delle licenze dei vari software utilizzati dai sistemi ICT è un problema comune a tutte le aziende ed una voce di spesa spesso tenebrosa: i pericoli infatti sono notevoli e così spesso si rinnovano programmi che non si utilizzano appieno o si acquistano licenze superflue per non incorrere in sanzioni per pirateria o a multe a seguito di una attività ispettiva. Una cattiva gestione di software, inoltre, può comportare rischi tecnici, come l’esposizione a malware o all’interruzione di supporto ed assistenza da parte del produttore, con un conseguente danno per l’attività aziendale. Gestire le licenze è, pertanto, un punto da non sottovalutare.

Strategia di gestione delle licenze dei software

Tutte le aziende dovrebbero prevedere, all’interno della propria strategia IT, un software management: si calcola che una inadeguata gestione delle licenze dei programmi utilizzati potrebbe arrecare all’impresa un danno equivalente a circa l’80% del costo del computer; viceversa una politica metodica garantirebbe una maggiore longevità al parco macchine e semplificherebbe il governo degli asset, aumentando di conseguenza l’efficienza e la qualità dell’ICT. Inoltre una strategia pianificata permetterebbe una quantificazione certa dei costi al settore informatico, voce che spesso rimane oscura all’interno del bilancio aziendale.

Automatizzazione del processo di gestione licenze

Ogni software ha necessità di essere periodicamente aggiornato acquistando le varie licenze emesse dalle case produttrici. Tale operazione, eseguibile manualmente su tutti i computer del parco macchine, può essere resa più veloce da un processo di gestione automatizzato che, tuttavia, ha insiti alcuni limiti, dal momento che non è possibile visualizzare i singoli contratti di licenza, né sembra possibile tenere traccia di un prospetto storico delle licenze acquistate. Una alternativa potrebbe essere rappresentata dall’affidarsi ad aziende esterne che offrono servizi di consulenza e che potrebbero monitorare la situazione degli aggiornamenti ai software o elaborare dei programmi di controllo specifici per una politica di gestione più efficiente.

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In un mercato caratterizzato da forte concorrenza quale quello della vendita di prodotti e servizi legati all’informatica ed alla sfera ICT, sono sempre più le aziende che offrono ai clienti una assistenza post vendita continua con operatori addetti al service desk. Se da un lato i produttori offrono questo servizio come valore aggiunto per ricercare la soddisfazione della clientela e per perseguire fini di fidelizzazione, dal punto di vista del consumatore ciò costituisce una ottima opportunità per far fronte ad eventuali problemi o difficoltà che dovessero riscontrarsi nell’utilizzo di computer o software.

Struttura ed organizzazione di un service desk

Che si sia clienti privati, sia che si tratti di aziende con un profilo business o professional, usufruire dell’assistenza che può offrire un operatore addetto al service desk è la soluzione migliore e certamente la più veloce per risolvere situazioni particolari. Le modalità tramite le quali è possibile accedere a tale servizio variano da azienda ad azienda, anche se comunemente il contatto avviene tramite call center, chat o messaggistica istantanea, posta elettronica. I service desk delle aziende più grandi possono essere organizzate in più livelli aventi una competenza diversa e sempre maggiore: nel caso in cui l’operatore del primo step non riesca a fornire adeguato supporto, la richiesta del cliente viene elaborata dal livello successivo.

Operatore/agente al servire desk

L’operatore di un service desk è la voce ufficiale del produttore e, dovendo comunicare in linea diretta con il cliente, deve dimostrare di possedere una adeguata preparazione tecnica, con una buona conoscenza dei prodotti dell’azienda siano essi dispositivi fisici o software. Quando un cliente contatta il service desk, oltre a trovare la soluzione al proprio problema, si attende che il suo interlocutore possa condurre un dialogo entro prefissate linee guida e con tempi ragionevolmente brevi. È importante, inoltre, che conosca diverse tecnologie, tra cui i sistemi Voip e CRM.

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L’efficienza di una azienda che voglia affermarsi nel competitivo mercato globale ha bisogno di mantenere un alto livello di collaborazione tra i vari settori produttivi: è necessario, infatti, che tutti i comparti lavorino all’unisono, ciascuno secondo le proprie mansioni e competenze, per la realizzazione e la commercializzazione del bene o del servizio offerto. Premessa indispensabile perché ciò possa verificarsi, tuttavia, è una comunicazione efficace e veloce tra tutti gli impiegati: lo scambio di informazioni è, infatti, alla base di ogni strategia di successo. Ed ecco il motivo per cui ogni azienda dovrebbe investire nel settore dell’ICT, ovvero delle tecnologie di informazione e comunicazione.

Cosa sono i servizi ICT

Con l’acronimo ICT, come già detto, si intendono aspetti anche molto diversi da loro ma che hanno come comune denominatore la tecnologia avente lo scopo di agevolare il trattamento e lo scambio di informazioni: dal commercio di macchine e computer ai supporti operativi come cavistica, fibre ottiche o antenne, fino alla telefonia fissa o mobile, tutto rientra nell’ambito dell’ICT anche se recentemente, con il sempre maggiore tasso di digitalizzazione delle aziende, è lecito parlare anche solo di IT. Trasmettere ma anche convertire, immagazzinare e proteggere i dati, possano essere quelli sensibili dei fornitori ma anche quelli riguardanti il know-how aziendale, è una priorità assoluta per ogni imprenditore.

Cosa chiedere alle aziende che offrono servizi ICT

Affidarsi ad aziende specializzate in servizi ICT rappresenta spesso un’ottima soluzione. Non solo vendita di hardware, di computer e di server, infatti: per incrementare in modo efficace il livello di informatizzazione nel luogo di lavoro occorrono anche servizi per i quali è richiesta una particolare competenza, come l’analisi delle criticità, l’elaborazione di soluzioni adatte e personalizzate, la progettazione di una rete fisica o wireless capace di garantire velocità e sostenibilità, la realizzazione dell’impianto. Una attenzione particolare deve inoltre essere riservata ai servizi di consulenza e di assistenza post vendita perché la rete ICT sia sempre funzionale.

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La tecnologia di virtualizzazione desktop, soprattutto in Italia, è poco conosciuta, così come i benefici che comporta; ciononostante essa può costituire una eccellente risorsa di ottimizzazione degli spazi e delle risorse disponibili in azienda, poiché permette una condivisione simultanea delle macchine da più postazioni. La virtualizzazione desktop, infatti, consiste nella possibilità di accedere a desktop remoti utilizzando delle semplici postazioni endpoint: è così sufficiente una tastiera, un mouse ed un monitor per poter lavorare dal proprio ufficio, condividendo la stessa macchina e sfruttando appieno le potenzialità. Non più, dunque, solo postazioni fisiche, ma un unico desktop con il quale lavorare e che garantisce i medesimi risultati in termini di velocità di esecuzione.

La VDI

Con la sigla VDI, acronimo di Virtual Desktop Infrastructure, si intendono tutte le tecnologie necessarie all’installazione di un computer virtuale accessibile da vari endpoint e tramite i quali è possibile gestire il desktop quasi come fosse un normale software: il client, l’utilizzatore finale, riceve solo un normale output visivo, come per le tradizionali postazioni di lavoro. Per garantire perfetta efficienza, tuttavia, occorre una accurata progettazione e una VDI particolarmente veloce e capace di garantire alte prestazioni: oltre a competenze specifiche, sono necessari hardware avanzati che rendono l’investimento abbastanza oneroso.

La convenienza della tecnologia di virtualizzazione desktop

A fronte di un investimento che lo rende conveniente per le grandi aziende, la virtualizzazione desktop offre importanti vantaggi e non solo in termini di una mera riduzione degli spazi necessari ad alloggiare le macchine o la comodità di ubicare la postazione di lavoro indipendentemente dal device: ottimizzare le risorse, infatti, permette di risparmiare sulla manutenzione e sulle spese di aggiornamento dei software necessari all’espletamento del lavoro in azienda e, tramite un protocollo riservato, garantisce la sicurezza dell’archivio e dei processi informatizzati.

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La consulenza informatica o IT consulting è oramai una necessità per la maggior parte delle aziende. Rendere, infatti, i processi produttivi, le comunicazioni ed i canali di vendita sempre più efficienti e veloci può costituire un valore aggiunto per rendere l’impresa veramente competitiva nel mercato. Progettare una rete funzionale e versatile per condividere dati e progetti, ma anche gestire i dispositivi hardware o aggiornare i software significa non solo investire in tecnologia e in sviluppo: una attenta consulenza informatica affidata a personale competente si rivela spesso essere anche una strategia tesa al risparmio ed alla massima ottimizzazione delle risorse.

Un investimento per ottimizzare le risorse IT

Spesso sottovalutata, soprattutto dalle piccole aziende, la consulenza informatica si rivela essere una importante risorsa: dallo sviluppo di software dedicati alla gestione dei dati, fino a giungere alla creazione di applicazioni per smartphone e tablet, l’opera di IT consulting è sempre più fondamentale per le aziende, in quanto permette di raggiungere in modo più agevole determinati obiettivi, periodicamente verificati. Scegliere, inoltre, la tecnologia migliore esige una analisi preventiva delle criticità e la valutazione del business plan per poter in seguito procedere all’ideazione di soluzioni possibili: ecco il motivo per cui è consigliabile che a ciò sia deputato una figura esterna all’azienda, capace di operare con assoluta imparzialità e forte della propria esperienza nel settore.

Come individuare il miglior servizio di consulenza informatica

Scegliere, tra le tante offerte disponibili nel mercato, la migliore consulenza informatica non è assolutamente semplice: si stanno moltiplicando in modo esponenziale, infatti, le agenzie di IT consulting. È tuttavia importante affidarsi a figure che abbiano maturato una lunga esperienza sul campo, capaci di proporre al cliente un progetto convincente, solido, verificabile e su misura per le specifiche esigenze dell’azienda. Un consulente valido, inoltre, dovrebbe essere sempre aggiornato sulle ultime tecnologie disponibili: obiettivo finale non è altro che una ottimizzazione delle risorse!

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L’avvento di nuove tecnologie informatiche, il processo di digitalizzazione che si sta verificando per cittadini ed aziende, la necessità di immagazzinare una quantità sempre maggiore di dati sta portando da decenni ad utilizzare dei dispositivi per organizzare gli archivi: dagli hard disk interni o esterni ai cloud, dalle memory card alle chiavette USB, i dati vengono memorizzati in spazi fisici o virtuali per essere sempre facilmente accessibili dai vari devices, facilitandone il trasporto ed agevolandone l’utilizzo. Se da molti punti di vista questi sistemi di archiviazione presentano importanti vantaggi, dall’altro è necessario che siano sicuri e resistenti da eventuali attacchi del cyber crime.

Prevenire è meglio che curare

Le minacce per gli hard disk ed i sistemi di archiviazione non sono rappresentati solo da attacchi esterni, ma anche da una caduta, da un danneggiamento fisico o da un imput di cancellazione totale o parziale emesso erroneamente. Come procedere per il recupero dei dati? La prima norma dettata dal buon senso, anzitutto, è prevenire: creare più copie dello stesso file, o almeno dei documenti più importanti, provvedendo al salvataggio in diversi dispositivi è una valida soluzione. Se, tuttavia, vi è necessità di provvedere al recupero dati, è possibile ricorrere ad aziende specializzate.

Interventi per il recupero dati su dispositivi danneggiati

Se il danno che ha portato alla perdita dei dati è causato da cancellazione o formattazione, gli interventi sono per la maggior parte dei casi eseguibili da computer remoto: nessuna operazione fisica al server o al disco, dunque. Viceversa, se la causa fosse imputabile a danneggiamento dell’hard disk, potrebbe essere necessario per l’azienda intervenire con professionalità specifiche dopo aver provveduto ad una diagnosi ed alla quantificazione di un preventivo di spesa. Gli interventi fisici sugli hard disk per il recupero dei dati avvengono in ambienti sterili e dotati di apparecchiature sofisticatissime per l’asetticità dell’aria che deve risultare dalle diecimila alle cinquantamila volte più pulita: sono le cosiddette “camere bianche”.

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